Una delle conseguenze di ogni separazione coniugale è inevitabilmente l’assegnazione della casa coniugale. Qualsiasi avvocato che si occupi di diritto di famiglia, al fine di rispettare le normative vigenti, analizza il caso per l’esclusiva tutela dei figli. Infatti, ad essere tutelato deve essere l’interesse della prole a vivere nell’ambiente domestico in cui è cresciuta (art. 156 c.c. e art. 5 della legge n. 898 del 1970).

Che cos’è la casa familiare?

Nel diritto, con casa familiare (o casa coniugale) si intende l’abitazione dove veniva svolta la vita familiare e coniugale prima della separazione e del divorzio.
Come spiega l’avvocato divorzista affinché un’abitazione possa essere ritenuta una casa familiare è opportuno che la vita coniugale al suo interno sia stata abituale, stabile e continua.

Qual è la finalità dell’assegnazione della casa coniugale?

Assegnare la casa familiare ad uno dei due ex coniugi ha una sola finalità: assicurare ai soggetti più fragili che compongono la famiglia di poter conservare il medesimo ambiente precedente al divorzio o alla separazione.
Non è mai, quindi, l’avvocato matrimonialista a decidere l’assegnazione e a regolare i rapporti economici degli ex coniugi ma è sempre un giudice.

I presupposti su cui si basano l’assegnazione o la revoca

Ma se non è l’avvocato divorzista a decidere a chi va assegnata l’abitazione dopo la separazione o il divorzio, allora perché è importante una sua consulenza?
Il motivo risiede nella necessarietà di valutare con precisione le circostanze prima di muovere qualsiasi richiesta al giudice.
Oltre che la tutela dei figli, un’altra situazione che potrebbe essere valutata è quella in cui non ci sia prole. In questo caso, quindi, cosa succede se il soggetto fragile da tutelare è l’ex coniuge collocatario e non proprietario?
L’avvocato divorzista, seguendo la strada che negli ultimi anni la giurisprudenza è stata orientata a fare, può anche tentare di chiedere che l’assegnazione non venga data al soggetto fragile. Questo perché la tutela potrebbe essere soddisfatta anche con un assegno di mantenimento.

Il caso dell’assegnazione parziale

Un’altra strada che si può valutare insieme all’avvocato divorzista Torino è anche quella dell’assegnazione parziale. In questo caso è necessario che l’abitazione sia grande abbastanza per poter essere divisa, ma soprattutto che i rapporti tra ex coniugi siano distesi a tal punto da poterla condividere.

La revoca dell’assegnazione

Nel caso in cui il motivo per il quale si decida di interpellare l’avvocato divorzista Torino per ottenere nuovamente l’assegnazione della casa familiare, è bene sapere che la revoca della decisione del giudice è possibile. Ovviamente questo può avvenire soltanto quando l’interesse dei figli lo consente.
Quali sono le condizioni affinché possa essere scelto di revocare l’assegnazione della casa coniugale ad un ex coniuge? Innanzitutto quando vengono a venire meno o a mancare i presupposti che hanno consentito l’assegnazione. Parliamo, ad esempio, di quando i figli hanno raggiunto la maggiore età e sono diventati economicamente indipendenti.
Altre possibilità di revoca si hanno, poi, nel caso di una nuova convivenza more uxorio oppure di un nuovo matrimonio.

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